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Questo è... uno spazio di riflessioni. Un luogo dove sono custodite emozioni e crescita.



03-08-10 GRANDINE

Non avevo mai fatto 4 km in bici sotto la grandine.
Ai primi chicchi che ti zompano in testa prendi un po’ di paura, pensi alle storie fantastiche di chi “si è fatto veramente male” sotto la grandine. Poi pensi che non sono due chicchi a poterti ferire dopo tutto quello che hai passato e che una esperienza così, di stare sotto la grandine, non sai se ti ricapiterà, e quindi decidi di andare avanti.
La pioggia, si sa, mi ha sempre entusiasmato: pennellate leggere che tagliano il cielo e dipingono il paesaggio di contorni improbabili.
La lasci cadere. Per i più è motivo di ritiro nella tana, come se non fossimo abbastanza forti da fronteggiare quel ticchettio insistente, o se non ci sentissimo abbastanza adeguati per goderci il massaggio piacevole che ogni goccia può imprimere sulla pelle e dentro il nostro spirito. E allora più volte mi son tuffato nella pioggia invece che rinchiudermi per paura di bagnarmi, e più volte ho goduto, fradicio, della pienezza della pioggia.
La grandine è diversa.
Volevo tornare indietro, o cercare un riparo, lo giuro!
Non è facile affrontarla, ci sono alte resistenze che picchiano dentro la nostra testa insieme ad ogni chicco da cui ci si prova, dapprima, a difendere. E così credo di aver fatto il primo chilometro con una mano sul capo, andando avanti e forse sperando che diminuisse, smettesse magari… o per lo meno che non aumentasse.
Pochi chicchi superavano il mezzo centimetro, e questo mi rincuorava. Certo a volte il martello nelle unghie si faceva sentire, e per fortuna gli occhi son rimasti incolumi: socchiusi, appena difesi da uno sguardo basso, unico baluardo di quel incedere sotto il nemico. Il bianco macchiato a terra scricchiolava sotto le ruote, le gambe spingevano arrossate dalle sferzate di quel rivale che mi faceva scudo, la mente a trovare buone motivazioni a tutto ciò.

E, ad un certo punto non so cosa sia successo. Credo sia nato prima l’urlo da dentro, o forse è nato prima il sorriso, sta di fatto che ad un certo punto c’erano insieme quelle due forze a guidarmi.
Sorriso di sfida e di gioia, urlo di potenza e di forza.
E così ho iniziato a parlare con il tutt’uno che c’era dentro e fuori di me, quella grandine che pioveva e mi lavava e che si sentiva affrontata e confortata dalla mia caparbietà nel voler continuare a pedalare.
E sapete qual è la cosa bella: che la grandine rimaneva lì, cadendo sempre più forte, ad ascoltarmi, tutta orecchi e potenza per accompagnarmi.
“Credi di potermi fermare? Non vedi quanto forte sono? Eh?” urlando un “eh” che ha scosso ogni particella che ancora in me temeva.
La grandine si sentiva fiera, soddisfatta, aumentando di intensità e coraggio.
Muro bianco a testare la mia forza d’animo.
Tutto ciò che ho imparato l’ho fatto in movimento. Ho pensato.
Voleva divertirsi lei, io lo sentivo ed oramai eravamo complici su quel campo di battaglia grazie alla consapevolezza che nessuno può rinascere fiero se non grazie al proprio leale nemico, unico a poterci dare l’opportunità di toccare i nostri limiti.
Così, ho aumentato la pedalata, ho tolto la mano dalla testa, e mi son mostrato a quel ghiaccio che dal cielo mi stava portando un messaggio chiaro, che mi stava usando come un tamburo fiero e oramai sereno.
Dopo un po’ l’eccitazione è salita, l’adrenalina credo pure perché non sentivo più dolore al picchiare della tempesta, ma solamente un calore dolce che esaltava ogni parte di me.
E mi son levato, ancora, dopo poco, braccia in alto, energia verso il cielo in comunione con tutto ciò che dentro e fuori si faceva sempre più forte, roboante, potrei dire cattivo se non si fosse trattato di un gioco. E di gioco era anche la luce che usciva dal mio corpo.
“Sei soddisfatto?” ho urlato. Ma non lo era quel antagonista ghiacciato.
Credevo di aver raggiunto l’apice, e mi son rilassato: soddisfazione serena di avercela fatta.
Ma il cielo ha voluto giocare ancora un po’, come sempre è alla fine: tutto si amplifica, e nell’ultimo chilometro è stato come se un rubinetto di ghiaia fosse stato aperto di potenza sopra di me, musica sempre più forte a battermi l’anima, a mondarla, a fortificarla.
Incredibile. Straordinario. Come si fa a non ringraziare per certe occasioni? Come sarebbe bello ghermire ogni difficoltà con questa forza.

Non ero più io, ero tutto quello che avevo intorno e dentro insieme.

Oramai ridevo e con quel sorriso sono arrivato a casa, con un carico d’acqua nei pantaloni e nelle scarpe che si potevano misurare solo con la bilancia della mia soddisfazione.
Ho guardato complice il cielo, gli ho sorriso.

“Ora puoi calmarti” ho sussurrato, ce l’abbiamo fatta. La grandine ha smesso, vi giuro, e…
e il cielo mi ha sorriso indietro, soddisfatto di avermi trovato, in questa occasione, degno…



21-07-2010 Sogni

Quando un giorno avrò percorso la mia vita mi chiederò se sono stato Vero, sincero, aderente alla mia natura, e se questo mi ha portato alla felicità.
Vorrei sapere ora quello che sarò in grado di rispondere, ma il timore più grande è che la risposta possa essere un “no” in fondo al cuore che non ha il coraggio di farsi vivo perché si vergogna e preferisce lasciare il posto a quel Sì fatto di una poco-meditata-mezza-risposta.
E questo perché? Perché sogno troppo per poter essere felice, e sogno troppo perché i miei sogni possano aderire alla Verità.
Sogno troppo.
E pensare che i sogni sono l’unico strumento di volo che possediamo, o forse l’unico modo per portarci in quei luoghi che, lo sappiamo, meritiamo di vivere, per darci poi la possibilità di raggiungerli veramente.

Nei miei sogni sono amato, coccolato.
Nei miei sogni amo.

Amo ogni azione che compio, la faccio con attenzione e rispetto, e sono consapevole dell’immensa importanza che l’amore di quella azione ha nel mondo.
Amo ogni cosa che mi capita come se fosse il miglior dono che mi viene consegnato. Anche quando non posso far altro che piangere di dolore, proprio come ora.
So chi sono, so perché sono nato, e lo manifesto. Questo è nel mio sogno.
Un sogno che mi riga il viso in questo momento, come se il “no” in risposta alla mia felicità bussasse timido al mio cuore.

Leggo che la strada verso i sogni è lunga e faticosa… oggi ho meditato sul fatto che la mia vita oltre ad essere sacrificio e dedizione è fatta di soli alcuni altri pochi momenti…

Che cosa sto facendo della mia vita?




10-07-09 PARLIAMO DI AMORE... E MATEMATICA UN PO'

Buongiorno a tutti e benvenuti! Io sono Samuel, e anche se mi piacerebbe conoscervi tutti a voi che mi state guardando per capire che cos vi frulla in testa,per poter capire che cosa vorreste approfondire, oggi parlerò io e introdurremo un argomento affascinante. È un argomento studiato da molti, da quasi tutti quelli che hanno più di sedici anni per lo meno. Non spegnete subito, ascoltate fino alla fine, non è il solito modo di raccontarvi la cosa, non fermatevi in superficie quando vi promettono che vi parleranno di amore, non anteponete preconcetti alla possibilità di essere felici. Non buttate l’occasione.
Parliamo di monomi!
Un monomio è un prodotto di numeri e lettere… con esponente naturale.
Ma che vuol dire? Moooolte cose!
Non limitatevi alla superficialità vi ho detto, Non limitatevi alla superficialità ad una visione che non vi emoziona con tutto quello che vivete! Se studiate matematica non lasciatevi vivere passivamente dalla paura di non farcela. Prendete ogni esperienza anche lo studio che se volete siete OBBLIGATI a fare, ma fatela non perché siete obbligati, mettetegliela voi in culo, fatela bene, e sublimatela. Se vi lasciate vivere da quello che vi capita… non riuscirete ad essere felici.
Che cos’è un monomio? Non potete lasciarvi usare da una definizione che non capite. Un monomio è un prodotto. È un prodotto capite? Io come contadino aspetto la stagione buona, e già qui c’è una magia potente, aspetto che il terreno sia pronto, e poi vado in giro per i campi e semino il grano. Raccolgo il prodotto che la terra mi offre. Il prodotto!
Un monomio è un prodotto di numeri e lettere… le lettere con esponente naturale. Che prodotto è un monomio?
Qualcuno ha aspettato il momento buono, per seminare un po’ di fantasia nelle nostre teste che hanno ragionato, sognato, sperato. E noi abbiamo incubato molte idee e alla fine è nato il grano: il monomio è il prodotto della nostra fantasia. Ma è pur sempre un prodotto!
Un monomio è un prodotto. Tra numeri e lettere. Che bel assortimento. Parleremo di questo.

A che servono questi prodotti della nostra fantasia? Sono avventure del nostro pensiero.
Quando fate qualcosa chiedetevi a cosa vi serve, è importante sapere il perché si fa qualcosa, vi dà la motivazione, ci mettete impegno in ciò che fate in modo proporzionale a quanto consapevoli siete del perché lo fate. Ma fino ad un certo punto, poi non continuate a chiedervi continuamente a cosa serve, buttatevi, fidatevi. A cosa serve? La matematica serve, fidatevi. Non potete chiedere continuamente a cosa serve, l’importante è divertirsi e stare bene. Vi darò una motivazione che sta al di sopra di tutte: fare matematica bene fa bene a voi perché la fate con passione e ogni volta che fate con passione qualcosa allora state bene, allora siete felici. Che vi serve il resto!
Poi un giorno vedrete che se vi siete fidati di questo la matematica inizia a servire anche per molte altre cose! Anche perché per alcune cose non ha neanche senso chiedersi a cosa servono. In matematica ci sono entità, concetti, strumenti che sono nati per divertimento, per gioco. Per gio-ca-re. Quindi non troverete un senso se volete essere seri… e sarete frustrati! E sarete triiiiisti! Nooooooo. Divertitevi! La matematica è nata per giocare. Ah ah ah ah ah ah… ehm… ok torniamo seri.

L’esponente delle lettere deve essere naturale! È naturaaaale no? Naturale vuol dire che può essere solo 0, 1, 2, 3… ok? Non negativo. Ma seguiamo questo processo.
L’esponente delle lettere deve essere positivo, mentre l’esponente dei numeri può essere anche negativo.
È singolare questa cosa no?

Ieri sera son stato ad una conferenza, e la ragazza che relazionava era mooolto tesa. Probabilmente aveva preparato in fretta la presentazione, o forse non era contenta di quello che stava facendo. Non ne era convinta e glielo si leggeva in faccia. È partita sicuramente con un pensiero negativo, e cioè pensando che lei avrebbe tenuto una brutta conferenza. E questo pensiero le ha segato le gambe.
Alla fine della conferenza il responsabile delle serate è andato lì e con lo stesso pensiero, con un pensiero negativo, l’ha assalita dicendole che la presentazione è andata malissimo. Figuratevi come può esserci rimasta lei, la relatrice. Malissimo! Si è sentita un inetta. Perché? Perché a pensiero negativo si è sommato pensiero negativo. E noi siamo stati addestrati così, purtroppo!
Se invece il responsabile fosse andato lì con atteggiamento diverso e le avesse fatto notare del perché quella serata poteva essere un opportunità, e del fatto che avrebbe potuto trarre molti insegnamenti positivi sul suo modo di relazionare in modo da migliorare… la serata poteva averle insegnato che non si devono dire certe frasi in una relazione, o che non si deve ridere in modo isterico, o che… ecc ecc… se il responsabile l’avesse fatta ragionare sull’opportunità invece che sulla disarmonia sarebbe cambiato tutto. Cioè: la persona che è intervenuta in aiuto, il responsabile delle serate, doveva conoscere prima il positivo e poi eventualmente avrebbe potuto affrontare situazioni in cui è presente il negativo. Altrimenti fai danni, ma ci hanno addestrati così! Purtroppo. Ma noi siamo qui per imparare!
Quando si iniziano a studiare gli esponenti in matematica, con i numeri all’inizio gli esponenti sono solo positivi. Poi si studiano anche gli esponenti negativi e allora si impara che ad esempio che per fare 2-3 devo fare il reciproco della base. Ma l’esponente negativo lo imparo quando conosco bene il positivo. Con i monomi poi si studiano solo gli esponenti positivi per le lettere, per i numeri no perché sappiamo già lavorare con gli esponenti negativi perché conosciamo il positivo, ma con le lettere finché non conosciamo il positivo non è giusto che ci facciamo conoscere il negativo. Che perfezione in tutto questo nella matematica, no? E non vi sembra che questa sia una cosa fantastica? Dobbiamo conoscere prima le cose positive nella vita. Prima è giusto che noi facciamo riferimento a quello che di straordinario c’è, a quello che ci può far stare bene. È giusto imparare leggere, mangiare, nutrirsi di quello che di positivo c’è. Poi quando conosciamo bene le cose positive e siamo consapevoli delle nostre potenzialità allora possiamo impiegarci a studiare anche il negativo, ma perché? Perché lo so gestire, perché ho alle spalle tutta la conoscenza del positivo che mi supporta. Nella vita deve essere così! Se non è così non abbiamo capito niente! E noi continuiamo a nutrirci di negativo quando ancora non siamo pronti, quando ancora il positivo non è dentro di noi a sostenerci.
Capite? Non possiamo andare ad aiutare qualcuno che sta morendo, che ha tremila problemi se noi non abbiamo una corazza di positività, di speranza di fede che tutto andrà bene!

Bene,

Parliamo ora della somma di monomi.
Avete mai notato come si sommano i monomi? È straordinario!
Ok ok tutti lo sanno che due monomi sono simili quando hanno la stessa parte letterale! Capite no? Le stesse lettere e gli stessi esponenti alle lettere. Tutto uguale.
Ad esempio 3a è simile a 7a perché la parte letterale è a. Non centrano i numeri, solo le lettere. Quindi 4ab3c è simile a 10 ab3c ma non a 4ab, le lettere del primo e dell’ultimo son diverse.
E se sono simili si sommano. Cioè, i monomi simili si cercano, si attraggono, e poi si fondono! Spettacolo! Anche loro, i monomi, come noi, cercano i loro simili per non rimanere da soli. 2a non vuole rimanere da solo e se trova un 2a2 vicino che non gli è simile… non può farci niente, ma appena trova un 3a o un 4a o anche solo un a… si sommano. Ed è fantastico perché diventano… un solo monomio. È la magia della vita. Cose simili si attraggono, si fondono e diventano 1.
Se sommate monomi che non sono simili, se sommate 2a con 2a2… è come se metteste insieme un criceto con un elefante capite? Non c’è creazione, non c’è attrazione… o… che ne so: è come che voi vi metteste insieme o foste morbosamente attratti da una lucertola… capite, non c’è feeling. Può funzionare se siete malati ma dopo un po’ finisce! È come se Benigni si mettesse insieme a Berlusca. Non funziona capite? Le cose simili si attraggono e si completano. È la magia. Quindi non sommate monomi che non sono simili. Ve lo chiedo per loro! Ci rimangono sempre malissimo ve l’assicuro! Una volta ho sentito che 3ab è stato sommato a 4a dando per risultato 7a2b… vi giuro 4a ci è rimasto malissimo.
E allora in conclusione di questa lezione che vi devo dire. Divertitevi. E fate con soddisfazione quello che avete da fare.
Sapete a chi non piace la matematica? Sapete chi dice che è difficile? Uhm, ve lo dico la prossima volta!



01-05-09
Ho iniziato a frequentare i centri Sai, ed a seguire gli insegnamenti del Maestro perché volevo star bene, volevo essere felice.
Qualcosa non mi quadrava, nei racconti e negli stereotipi che mi giravano generalmente intorno nella società in cui vivevo c’era qualcosa che percepivo essere sbagliato, o non adatto, o forse semplicemente corretto per generare una vita in cui avrei sorriso poco. È anche quella una strada, ho visto molta gente percorrerla, ma non volevo parteciparci.
Una persona dovrebbe provare, sperimentare, capire. Ma poi ad un certo punto deve smetterla di cercare esperienze o sperimentare atteggiamenti e comportamenti che non gli fanno bene.
Negli insegnamenti di Swami ho trovato una scintilla di purezza e gioia che fanno bene alla vita. Ci sono molte persone tristi che girano per strada, e io non volevo essere triste, volevo sorridere. E sono entrato in un centro Sai.
Al centro ho trovato un Maestro, Sai Baba, che non mi ha sempre convinto subito, lo devo ammettere. Ma il suo lavoro è stato costante, lento, paziente. Ho capito piano piano quello che leggevo, che mi veniva insegnato, quello che diceva il Maestro, come ho detto non sempre mi convinceva subito quello che leggevo. Ma credo sia giusto così: perché mi sembra di far parte di un processo di trasformazione, anche di prospettiva e di visione, e son cose che non possono avvenire in modo rapido ed istantaneo. Una certa visione della vita non può cambiare dall’oggi al domani. Ma c’è sempre stata una fede forse o una sensazione che mi diceva: mi sa che Questo Qui ha ragione!
Quello che ho capito è che ci sono alcune cose nella vita che devi per forza fare per essere felice: cantare, servire gli altri, ed essere virtuosi.
Ora: sembra naturale no? Che altro serve per stare bene? Per essere felici? Una persona che è virtuosa ha una forza non comune, una sicurezza in quello che fa perché è in linea con la propria natura e riuscirà ad aprire ogni porta.
Poi: cantare fa bene, rende allegri, è risaputo.
E infine aiutare chi ci è vicino è l’unico modo che abbiamo per essere sicuri che qualcuno ci aiuterà quando noi anche ne avremo bisogno!
Ha istituito un Organizzazione Sai Baba perché le persone potessero crescere insieme e potessero condividere un percorso in cui fosse facilitata la possibilità di mettere in pratica queste tre attività, un Organizzazione in cui le persone si sentissero sorrette le une con le altre in un percorso di crescita e di felicità.
E in questa organizzazione ognuna della tre attività prima citate ha preso un nome: attività spirituale per insegnarci a cantare nella nostra vita, a lodare Dio che è una delle cose più belle del mondo perché Dio va lodato per le meraviglie che ci ha regalato; attività di servizio per la buona pratica di aiutare gli altri, e di farlo con uno spirito un po’ diverso rispetto a come è inteso il volontariato perché il servizio è stare con l’altro e cercare di creare un contatto cuore a cuore, in modo che ci sia una crescita reciproca e non solo e semplicemente una persona che aiuta un'altra come potrebbe sembrare; e attività educative nelle quali si studiano le qualità da avere per essere felici, le doti, le virtù, i valori da perseguire e da mettere in pratica. Poi quando metti in pratica ti rendi conto che non ci sarebbe altro modo di vivere bene se non quello!

Il fatto è che, volenti o nolenti, la vita ci presenta sempre e continuamente delle sfide, quasi che ci sia sempre bisogno di lottare. Ed ogni lotta porta con se delle ferite. E le ferite vanno medicate e curate.
E le attività che facciamo al centro hanno proprio questa finalità: curare le ferite che subiamo nella vita di ogni giorno. Lavarci, purificarci, farci respirare aria pura, stare bene, tornare felici e con il sorriso.
Sai cosa mi verrebbe da pensare se non conoscessi la realtà dell’Organizzazione?
Eh sì: cantare, pregare, essere virtuosi, e tu così risolvi tutti i problemi? Non mi sembra un gran che. Beh, è così semplice e così efficace quello che facciamo per il semplice fatto che la vita e la natura seguono queste regole: ogni cosa va lavata, anche la propria anima con il canto e la propria mente con la meditazione, ogni cosa va curata: anche chi ci sta attorno aiutandoli, e ogni opera d’arte è curata nei dettagli cosa che si può ottenere solo con virtù e pazienza. Quindi è naturale che questa sia una buona strada per una vita felice, ce lo insegna la vita stessa.
E… diventa piacevole, necessario, essenziale, pratico e indispensabile vivere così poi perché porta felicità. E non ne puoi più fare a meno.



08/01/09
Quando ti va tutto male alla fine ti arrendi. Ad un certo punto succede qualcosa per qui smetti di preoccuparti, ti rendi conto che non ne vale più la pena, inizi a distenderti e ogni forma di pensiero scompare.
Quando ti va tutto male, quando provi a far girare gli eventi e provi a mettere al loro posto tutte le caselline della tua vita ma ti rendi conto che tutto va dove vuole senza ascoltarti, senza badarti, senza tener conto di te, quando sai che se tutto intorno fosse ordinato e se le persone si dessero da fare e ci fosse un vero interesse perché si potesse star bene, ma invece ti rendi conto che non gliene frega niente a nessuno, che devi fare tutto da solo, ma anche che per quanto tu ti ci metta ti vengono frapposti ostacoli temporali, spaziali, mentali… ecco, proprio in quel momento inizi a non pensare… smetti di volere… smetti di ostinarti, parli a bassa voce, te ne freghi di tutto e cominci a provare a sentire se va bene anche così.
Non ti rispondi, perché non pensi, ma non sei più preoccupato: diventi più buono!

DIVENTI PIÙ BUONO.

Inizia la tua serenità, la tua pace, cominci a pensare che visto che non puoi farci niente non val la pena di prendersela, non val la pena di pensare, non val la pena di lottare, non val la pena di prendersela.
Ti appelli ai tuoi valori, cerchi di trovare dei significati, anche se non ti interessa poi tanto scovarli, ma i tuoi valori ti aiutano, ti danno una mano, ti fanno sorridere, cerchi in loro conferme e vedi che sono lì a sorreggerti. Tu li apprezzi, e lasci a se stesso anche quel pensiero.
Le cose ti passano di fianco e tu sei felice, le rispetti, le ami, te ne freghi. Gli eventi accadono e tu sei in pace, non lo sai perché, non l’hai voluto tu… non l’hai fatto apposta ad essere sereno… è successo!
Forse ha proprio un senso che tutto ti vada male, e capisci che non per forza le cose devono girare come vuoi tu, ma che probabilmente le devi lasciare andare, ti devi fidare, ti devi affidare!
Quando ti va tutto male arriva un momento in cui ti arrendi, io mi sono arreso al volere di Chi ha più coscienza di me, ti arrendi… e va bene così!


Intervento a RADIO PADOVA
Intervista telefonica a Radio Padova sul progetto artistico!
Intervista Telefonica all'interno della rubrica: gli Adottati.

Ascolta l'intevista . Vai

...e in più Mercoledì; 12 marzo e Giovedì 20 aprile sono intervenuto come ospite in trasmissione con Simo&Alberto...
certamente quello che si è divertito per primo son stato io!
Le cose che mi han più colpito?
Gli studi, tutta la strumentazione e l'organizzazione della Radio... e poi la passione e l'enfasi, la carica ed il cuore con cui Simo&Alberto conducono la trasmissione!

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Presentazioni del Libro
29 Marzo 2008: Presentazione del libro alla Sala Civica - Due Carrare.


...serata divertente, vivace... è in cantiere un video con gli interventi più interessanti di queste serate... è che poi in cantiere ci son sempre troppe cose! :p


5 Ottobre 2007: Prima data per la presentazione del libro al "Café au Livre" a Padova (via Zabarella, 23).





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Pubblicato il libro "Amore e Musica per voli sui Pattini"

Da settembre in libreria!

(Oppure puoi acquistarlo on-line...)




In 4° di copertina...
"La musica e i pattini in linea fanno volare Peter, il protagonista di questo libro, verso una consapevolezza che lo renderà adulto. Attraverso i pattini prende confidenza con il suo istinto: una manovra sulla rampa diventa una metafora sul proprio respiro, sulla difficoltà di affrontare scelte nella vita e di superarle senza lasciarsi condizionare. Una dolce storia d’amore gli permetterà di proseguire questa sua ricerca fino a scoprire che ci si può dare agli altri solo salvaguardando se stessi."


Vai alla pagina dedicata al libro: clicca qui
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Intervista a DiRadio e Radio Antenna 1


Le due interviste a DiRadio (radio locale padovana) e a Radio Antenna 1 (Radio Toscana) hanno dato impulso e un po' di visibilità al progetto, cosa che non guasta mai. Soprattutto però son state due gran belle chiacchierate con DJ d'eccezione che mi han fatto sentire a casa si può dire. Si è parlato del progetto e da entrambi son stato invitato a partecipare in trasmissione all'uscita del libro, prossimamente quindi intervento diretto in radio e in streeming le interviste...

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Semifinali Nazionali al concorso "Uno su Mille"

Divertimento, spasso al concorso "uno su mille" di montecatini a cui abbiamo partecipato nelle serate del 13 e 14 luglio.
Due serate cariche, in cui abbiamo conosciuto un bel po' di artisti scambiandoci opinioni e contatti, e anche qualche personaggio di qualche radio.

Noi, dal canto nostro, ci abbiamo messo un bel po' di energia e carica sul palco!!!



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EPIFANIA 2007: IL POPOLO DI ROXY BAR

Incredibile serata quella del 6 gennaio al Roxy Bar di Red Ronnie! Una festa di inizio anno in cui si è potuto condividere arte, musica ed emozioni in una serata dove la sinergia tra il Roxy Bar, la musica emergente, le radio e le associazioni hanno creato un'atmosfera di amicizia e unione che difficilmente si riesce a trovare in TV.
Nel sito del Roxy Team si possono trovare tutti i dettagli della serata, con video e commenti.
Dal canto mio ho avuto la possibilità di passare una rilassante serata con Mary, Albe e Mel e conoscere quelli del Roxy che mi hanno invitato alla festa e interessati al mio progetto artistico hanno anche voluto farmi un intervista.

Grande entusiasmo anche per quello che han scritto sul loro sito i ragazzi del Roxy Team:
"Per l'occasione abbiamo anche conosciuto Samuel Contarini, un ragazzo che ha avuto la brillante e originale idea di scrivere un libro accompagnato da un cd"

Presto novità in merito al progetto e anche alla possibilità di partecipare allo special al Roxy, nel frattempo puoi guardare l'intervista!
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Non è stupido
fare grandi sogni,
è stupido pensare
che essi si possano realizzare in breve
tempo,o arrendersi
se non lo fanno...

Samu !!






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